Ripi dei Nonni

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                             Il Colera a Ripi

L'anno 1886 lasciò un triste ricordo a Ripi: l'epidemia di colera. Da appena quattro anni era stato scoperto il vibrione colerico da Koch ed in Italia nell'anno 1885 vi era già stata l'epidemia colerica, quando a Roma, in Trastevere e precisamente al Vicolo del Cinque, dove abitavano gli operai provenienti da Ripi, si verificarono alcuni casi di colera. Era l'8 ottobre 1886, un ripano che abitava in quel vicolo, impaurito, fuggì per il male, ritornando al paese poiché sofferente di disturbi gastrointestinali.Un benefico purgante fortunatamente lo guarì, ma già aveva contagiato ben 22 persone del paese delle quali 9 morirono. Il medico locale dott. Pio Fedele, ai primi avvisi del male, si adoperò con tanta perizia nella realizzazione di misure profilattiche

approntando anche due lazzaretti.Dalla relazione del Prof. Angelo Celli, venuto da Roma per ragioni di studio, risulta che i casi di malattia furono denunciati dall'11 ottobre al 18 novembre.Nell'agglomerato urbano si ebbe per fortuna un solo caso mortale; una persona di campagna, già malata, venne a morire in paese e tre altri casi con risultati benigni. È opportuno precisare che alcune famiglie facoltose della campagna un tempo acquistavano piccole case oppure soltanto camere al centro del paese, per servirsene in caso di malattia. In campagna i casi di colera furono accertati nelle contrade Meringo Alto, Serre, Colle Vioso, Colle Alto, tutti distanti fra loro tanto da porci una domanda: quali furono le cause del contagio? Il Prof. Celli nella relazione esclude l'acqua potabile pubblica perché non c'era, la prendevano dai pozzi e dalle cisterne, nè si ebbero le condizioni atmosferiche avverse, ed allora? Gran parte della popolazione del tempo adoperava per lavare la biancheria l'acqua della fonte "Sabatino" e forse questa sorgente sarà stata la causa della "piccola epidemia".

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