Ripi dei Nonni

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Monsignor Vittorio Giovardi, scrittore e fondatore della Biblioteca Giovardiana di Veroli, scrive nella "Historia Verularum" al foglio 1092, che il Castrum Riparum, ossia il Castello di Ripi, nell'anno 1129 fu bruciato. Subì la stessa sorte nel 1165 per mano dei Normanni di Guglielmo I re di Sicilia e, successivamente, il 30 novembre 1198 fu saccheggiato per tre settimane per opera di Diapoldo, capitano tedesco imperiale.
La situazione di sudditanza della popolazione di Ripi si protrasse fino al 7 aprile 1331, quando il Rettore e l'Università del Castello di Ripi stabilirono lo "Statuto", il cui originale si conserva ancora presso

l'Archivio Colonna a Subiaco (Perg. XLVI - 125).Questo Statuto fu letto ed approvato nella piazza del paese sotto il pontificato del Papa Giovanni XXII alla presenza di alcuni testimoni e di Arduino da Ripi, prefetto "dell'Alma Roma". Per leggere lo Statuto di Ripi clicca qui
Vari signori feudali si sono alternati nel possesso del Castello di Ripi, sempre con l'avallo della Chiesa. Dall'anno 1410 Ripi passò nelle mani della potente famiglia Colonna e vi rimase fino al 1816 allorché, dopo la caduta di Napoleone e ristabilito lo Stato Pontificio, ebbe termine la giurisdizione baronale dei Colonna sui due stati di Genazzano e di Pofi da cui dipendeva anche Ripi.

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