Ripi dei Nonni

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I santi venerati a Ripi

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               San Giorgio (Santo patrono di Ripi)

Nacque in Cappadocia da Geronzio e Policronia che lo educarono religiosamente fino a quando entrò nelle milizie dell'imperatore. Convertì al cristianesimo molti commilitoni e per essersi rifiutato di fare sacrifici agli dei fu condannato al martirio. In carcere ebbe la visione del Signore che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. Si narra che resistette alle torture inflittegli: fu tagliato in due con una ruota irta di chiodi  e spade e riuscì a salvarsi, prima di essere decapitato ottenne da Dio che l'imperatore e i settantadue re nemici dei cristiani, fossero inceneriti. Anche la Storia della fanciulla liberata dal drago fa parte della leggenda. Il Santo, protettore dei cavalieri, dei soldati e degli arcieri, viene invocato contro i serpenti velenosi.


S.      Giorgio - patrono di Ripi, patrono deriva dal latino pater-padre; è un santo guerriero e secondo la leggenda con la sua lancia colpisce il drago ovvero il demonio.
E' venerato nella Chiesa arcipretale di Ripi.  La prima menzione del suo sacello, del suo altare, è contenuta nel verbale di visita sacra del Vescovo Alessandro Argoli trascritto nel volume pergamenaceo dal titolo "Riassunto di S. Visite dal 1581 al 1705" fatte dal Vescovo Ludovico Gualtieri vescovo - pro tempore - di Veroli.  Detta visita si riferisce all'anno 1651. La cappella era curata dalla famiglia De Costantini, ora estinta.  Solennemente si celebrava la festa con primo e secondo vespero, per un beneficio lasciato da un certo Carolus De Rucolis, in memoria della madre Beatrice De Rucolis. 
La festa cade il 23 aprile, periodo dell'anno in cui poteva cadere la gelata e Ripi, essendo nel passato un paese prevalentemente agricolo, non gradiva molto questa ricorrenza.
Nell'anno 1797 Ripi e tutto lo Stato Pontificio fu annesso, per volere di Napoleone, alla Francia.  Dalla relazione di un parroco della Chiesa SS.  Salvatore, dove vi è la cappella di San Giorgio, risulta che nell'anno 1814 e precisamente il giorno della festa di S. Giorgio, finalmente gli ultimi francesi lasciarono il paese.  Fu questo motivo di grande gioia, per i troppi danni arrecati dai francesi, e forse per questo fu proclamato "Patrono".
Nell'anno 1823 il gonfaloniere di Ripi, sig.  Battaglini, volle arricchire la cappella del Santo con l'attuale statua di bronzo con la data scritta sulla briglia del cavallo.
La facciata della Chiesa è stata arricchita di un ovale a mosaico con l'immagine del Santo, opera dell'artista ripano Biagio Cuomo, per volere dell'ostetrica Amelia Sacchetti.
L'Ufficiale dello Stato Civile del paese, Sig.  Carlo Bauco, ha avuto una grande simpatia per S. Giorgio, infatti molti ripani hanno il nome Giorgio, curava il buon esito della festa con passione e capacità.
Il sig.  Bauco fece comporre dal musicista Maestro Padre Rodrigo Di Rocco un canto per il Santo il cui titolo è: "Inno a S. Giorgio martire, tribuno Romano, protettore di Ripi".

La vecchia generazione lo cantava con tanta fede, ma oggi?

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