I sette furono
condotti in località Vallicella e costretti a scavare la fossa nella quale sarebbero
stati poi gettati e fucilati. I familiari non seppero niente, tanto che per diverso tempo
continuarono a cercarli: raccontano che fu grazie all'indizio fornito da un contadino che
riuscirono a ritrovare i corpi senza vita dei loro cari. Il contadino aveva
osservato l'eccidio ma in un primo tempo, probabilmente per timore di rappresaglie, non
aveva osato parlare. Altri raccontano che fu un soldato austriaco a rivelare il luogo
dell'eccidio.
A loro e a tutte le vittime, civili e non, di tutte le guerre va il nostro commosso
ricordo.
Di seguito riportiamo il testo della delibera comunale del 1944 con la quale veniva
intitolata ai nostri sette concittadini l'attuale Piazza Sette Martiri. (Foto della Piazza)
"I sette Martiri della libertà caddero la notte del 26 febbraio 1944,
in contrada Vallicella, sotto il piombo di una mitragliatrice tedesca perché, consci
delle crudeltà teutoniche, si ribellarono agli atti di violenza affermando, con il
proprio sacrificio, l'amore alla libertà, a questa forza insopprimibile dell'animo umano
senza la quale l'uomo è inferiore al bruto. I carnefici non vollero dare notizia sulla
morte dei Martiri e le madri, i figli e le spose chiamarono invano, per lungo tempo, i
loro cari, sepolti nella fossa di Vallicella che si scavarono con le loro mani.
Ripi, nell'attesa fiduciosa di riprendere la marcia accanto agli altri Paesi d'Italia
verso un migliore domani al ritmo dei rulli che diffonderà il suo Tamburino di Villa
Corsini (il riferimento è a Domenico Subiaco), scrive a caratteri
indelebeli i nomi dei caduti nel cielo nei mari e terre e sul luogo del martirio sparge i
fiori più belli di questa terra di Ciociaria, madre fervida di Eroi. Dedicare la Piazza
28 ottobre, ai sette Martiri della libertà scrivendo sul marmo la data del sacrificio: 26
febbraio 1944".
Documentazione: "Il Colle di Ripi nei secoli" del Prof. Mario Cocco che
vivamente ringraziamo. |