Ripi dei Nonni

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                               I Sette Martiri

Vogliamo ricordare i sette nostri concittadini vittime della violenza nazista durante la seconda guerra mondiale.
I sette martiri, furono fucilati in località Vallicella,a sentire le testimonianze degli abitanti della zona, dopo la mitragliatrice furono sepolti nella Fossa di Vallicella, ancora in agonia: raccontano che padre e figlio furoro ritrovati abbracciati. Qualche  "antica Mamma" dice ancora con evidente dolore: "Giuvann' ì Dumen'c gl' r'truvann' abbracciat'".
I nostri sette concittadini erano:
CERVINI ANTONIO di anni 60
CERVINI PIETRO di anni 28
IMPERIOLI GIOVANNI di anni 38 suo Figlio DOMENICO di anni 19 e suo fratello ARCANGELO di anni 24
RECINE ANGELO di anni 37
PASELLI ANGELO
di anni 42
Tutto iniziò dal fatto che un soldato tedesco si recò a casa di uno dei sette [...] per rubargli del bestiame, questi si ribellò a tale sopruso, anche perché le bestie allora volevano dire sopravvivenza. Il soldato, dapprima si allontanò, poi tornò con altri soldati. Furono presi, oltre a chi aveva osato ribellarsi, altri sei uomini delle case vicine.

I sette furono condotti in località Vallicella e costretti a scavare la fossa nella quale sarebbero stati poi gettati e fucilati. I familiari non seppero niente, tanto che per diverso tempo continuarono a cercarli: raccontano che fu grazie all'indizio fornito da un contadino che riuscirono a ritrovare i corpi senza vita dei loro cari. Il contadino aveva osservato l'eccidio ma in un primo tempo, probabilmente per timore di rappresaglie, non aveva osato parlare. Altri raccontano che fu un soldato austriaco a rivelare il luogo dell'eccidio.
A loro e a tutte le vittime, civili e non, di tutte le guerre va il nostro commosso ricordo.
Di seguito riportiamo il testo della delibera comunale del 1944 con la quale veniva intitolata ai nostri sette concittadini l'attuale Piazza Sette Martiri. (Foto della Piazza)
"I sette Martiri della libertà caddero la notte del 26 febbraio 1944, in contrada Vallicella, sotto il piombo di una mitragliatrice tedesca perché, consci delle crudeltà teutoniche, si ribellarono agli atti di violenza affermando, con il proprio sacrificio, l'amore alla libertà, a questa forza insopprimibile dell'animo umano senza la quale l'uomo è inferiore al bruto. I carnefici non vollero dare notizia sulla morte dei Martiri e le madri, i figli e le spose chiamarono invano, per lungo tempo, i loro cari, sepolti nella fossa di Vallicella che si scavarono con le loro mani.
Ripi, nell'attesa fiduciosa di riprendere la marcia accanto agli altri Paesi d'Italia verso un migliore domani al ritmo dei rulli che diffonderà il suo Tamburino di Villa Corsini
(il riferimento è a Domenico Subiaco), scrive a caratteri indelebeli i nomi dei caduti nel cielo nei mari e terre e sul luogo del martirio sparge i fiori più belli di questa terra di Ciociaria, madre fervida di Eroi. Dedicare la Piazza 28 ottobre, ai sette Martiri della libertà scrivendo sul marmo la data del sacrificio: 26 febbraio 1944".

Documentazione: "Il Colle di Ripi nei secoli" del Prof. Mario Cocco che vivamente ringraziamo.

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