Ripi dei Nonni

sTINT.jpg (2763 byte)

La nostra storia

sTINT.jpg (2763 byte)

SOMMARIO

La nostra storia

La vita di un tempo

Uomini e fatti

Un tempo si diceva

L'Alimentazione

Le Chiese di Ripi

Antiche ricette

Proverbi

I soprannomi

Galleria fotografica

                           Il colle di San Silvestro

L'esistenza di un insediamento urbano sul colle di S. Silvestro è documentato nelle Bolle del 1097 e del 1098 del Papa Urbano II che fra l'altro elencavano i castelli, i poderi e le chiese esistenti nel territorio verolano (territorio berulano) di cui Ripi faceva parte.
Esattamente si fa riferimento, oltre che alle chiese, ad un Monastero di San Silvestro (Monasterium Sancti Silvestri) di cui non si conosce ancora se fosse appartenuto ai benedettini di Montecassino oppure ai monaci di Casamari.
Traccia del Monastero si ritrova nelle Bolle Papali di Pasquale II e di Papa Callisto II rispettivamente risalenti all'anno 1108 e 1122. In esse si fa riferimento in maniera inequivocabile al Monastero come appartenente al Castello di Ripi. La scomparsa del Monastero non ha fatto dimenticare la sua esistenza, tanto che ancora oggi si è affascinati da San Silvestro dal Monastero e dalla contrada "San Silvestro-Poco Mare".
In realtà l'esistenza di insediamenti precedenti al Monastero è testimoniata dai numerosi ritrovamenti di vasi e resti di edifici risalenti all'epoca romana, avvalorando la tesi che il monastero sia stato edificato successivamente su antiche rovine.

In effetti, da molti indizi si può affermare che sul colle di San Silvestro, sul Colle Moscardino, e nelle contrade Vadarda, Fossa del Tesoro, Orto Vecchio, e Quercia di Cicerone vi fosse ubicata un'antica città sin dal tempo dei romani. Per un'estensione di circa due km, ancor oggi, malgrado la coltivazione delle terre, è presente un significativo strato di rottami: vasellame, tegole, mattoni ecc.  Nella prima metà dell'ottocento furono riportati alla luce alcuni sotterranei di cui uno in particolare (di altezza di nove palmi romani e largo quattro) ben conservato con intonacatura delle pareti veramente antica, con il pavimento di tufo che presentava diverse diramazioni simmetriche a formare tante nicchiette. A poca distanza furono ritrovate alcune monete d'argento e di rame risalenti sempre all'epoca romana e ancora, due piccole colonne di granito orientale poi utilizzate nell'ingresso principale della chiesa del SS. Salvatore a Ripi.
Nel 1820 furono ritrovati, da un contadino, tre vasi metallici e una tazzetta di forma bellissima purtroppo in stato precario, che verosimilmente dovevano far parte di un sepolcro, tesi questa, confermata dal ritrovamento di resti umani di cui una parte pietrificata.
Da quanto detto, anche se in maniera molto concisa e semplificata, si può evincere che  il colle di San Silvestro e le zone limitrofe fossero anticamente abitate, anzi secondo una leggenda popolare si ritiene che in realtà Ripi fosse ubicato i quei luoghi fino a quando un cataclisma, probabilmente un terremoto, lo distrusse e da quì la sua ricostruzione sul colle di Ripi.
Noi ci auguriamo che le istituzioni o chi per esse possano riportare alla luce quel passato, diradare le nubi che ancora lo avvolgono, in quanto, anche se lontano, appartiene alla nostra memoria.
Documentazione: "Il Colle di Ripi nei secoli" del Prof. Mario Cocco che vivamente ringraziamo.

Torna alla pagina iniziale

Torna indietro