Ripi dei Nonni

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Uomini e fatti

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                             FRANCO VONA
Siamo nel 1988, il telecronista sportivo Adriano Dezan, al seguito del Giro d'Italia, a gran voce ripete : ".... in condizioni atmosferiche proibitive, sotto una pioggia incessante, un giovane corridore è solo al comando e va a vincere la tappa di Insbruk: vittora di un Italiano! " E l'italiano che va a vincere la tappa è il nostro concittadino Franco Vóna, con la "ó" chiusa, come diceva sempre il buon Dezan, che ha fatto risuonare il suo nome nell'etere. Quella di Insbruk è solo la prima perla di una collana: ricordiamo le altre due vittorie al giro d'Italia quella di Sulmona e quella., mitica, nel tappone dolomitico di Corvara, in Alta Badia, una vittoria al giro di Svizzera, e, poi, la meravigliosa avventura al Tour, allorché si presentò, solitario, al secondo posto, al Sestriere,

dietro Chiappucci, staccando nientepopodimeno che Indurain. E il giorno successivo, nuova impresa, sull'Alpe d'Huez, dove colse nuovamente un secondo posto, distaccando tutti i migliori in classifica! Per non parlare, poi, dei ripetuti passaggi solitari sulla "Cima Coppi" del Giro, il mitico Pordoi e Passo dello Stelvio che riportano alle leggendarie imprese del grande Coppi, episodi da far accapponare la pelle ai buongustai di ciclismo. Inoltre vanno ricordate due partecipazioni ai campionati mondiali. Abbandonata l'attività agonistica nel 1996, è rimasto nell'ambiente ciclistico come direttore sportivo della "MobilVetta". Non sarà mai abbastanza la gratitudine che Ripi deve a questo suo figlio schivo e taciturno, ma gagliardo come una roccia che, con i suoi lampi, ha lasciato dei segni indelebili nel firmamento del ciclismo.

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