Ripi dei Nonni

sTINT.jpg (2763 byte)

La nostra storia

sTINT.jpg (2763 byte)

SOMMARIO

La nostra storia

La vita di un tempo

Uomini e fatti

Un tempo si diceva

L'Alimentazione

Le Chiese di Ripi

Antiche ricette

Proverbi

I soprannomi

Galleria fotografica

                                Il Risorgimento

Siamo nell'anno 1798, si proclama la Repubblica Romana sostenuta dai francesi. Si innalza l'Albero della Libertà fra l'accoglienza poco accetta della popolazione rimasta fedele al Papa Pio VI. Frosinone, il 16 aprile 1798 insorge al grido di "Viva Maria" e, nei giorni successivi l'esempio viene seguito da Alatri, Ferentino, Veroli, Ceccano e Ripi. Ad Anagni vengono eseguite varie condanne di controrivoluzionari di Veroli ed Alatri e viene ucciso anche il giovane ripano Francesco D'Arpino.
Nei primi decenni del XIX secolo i moti carbonari si diffondono nella Ciociaria e anche Ripi ne rimane coinvolto. Il giovane ripano Giovanni Celebrini è particolamente sorvegliato dal Governatore di Ripi,

perché ritenuto sospetto cospiratore. Il Celebrini, insieme ad altri compatrioti si reca a S. Giovanni Incarico, villaggio del Regno di Napoli ed ivi aderisce alla Carboneria. Nel febbraio 1821 viene arrestato ad Arce, processato e condannato, ma riesce a fuggire e far perdere le sue tracce.
Ripi fu sede, per un certo periodo, della Tenenza della Milizia Pontificia di linea, proprio perché si riteneva che, nella zona, fosse molto attiva una cellula carbonara. Nella notte del 14 gennaio 1821, il tenente Bellucci e i suoi uomini arrestarono, in contrada Sant'Aronne (la "Santaròna" di oggi), sulla via Casilina, Nicola Fabrizi, gran Maestro della Carboneria di Torrice.

Torna alla pagina iniziale

Barra.jpg (4903 byte)

Torna indietro