Il
3 giugno 1849 il generale francese Audinot fece assalire improvvisamente il
bastione tra Porta Portese e S. Pancrazio ed a tal riguardo Camillo Ravioli, un testimone
oculare della morte del tamburino di Ripi ", così scrisse:
« Dall'alto della porta di S.
Pancrazio tirò a petto scoperto gettata l'uniforme - e lo vid'io nel mattino di quel
giorno stesso 3 giugno - da dieci a dodici colpi contro i francesi che assalivano il
bastione ottavo, facendosi porgere l'arma carica dai compagni che gli erano di sotto,
finché una palla nemica lo colpì nel parietale sinistro e lo gettò rovescio e moribondo
a basso».
Altre notizie ce le fornisce il
Ceccarius:
« Il sedicenne Domenico Subiaco, da Ripi, del 1° Reggimento Fanteria. Leggendaria figura
del contadinello ripano, eternato nel bronzo che Frosinone eresse per l'arte del Biondi
nella sua piazza principale e da una epigrafe nel paesello natio.
Suonò l'allarme e la carica nell'insidia francese del 3 Giugno; al grido di Viva
l'Italia! Viva Roma! raccolse il fucile di un soldato caduto al suo
fianco, spianandolo contro il nemico, ma una palla francese lo colpì nel mezzo della
fronte.... la scalea, presso la quale è caduto Domenico Subiaco nel 1891, fu chiamata in
sua memoria Scalea del tamburino ».
E' opportuno precisare che a Frosinone nella Piazza della Libertà vi è il monumento a
Nicola Ricciotti e ai martiri della Libertà della Regione, opera dello
scultore ciociaro Ernesto Biondi.
Sono scolpiti alcuni eroi: Nicola e Giovanni Ricciotti, Carlo Guglielmi, Lino Stoppani,
Domenico Dandini e altri fra i quali Domenico Subiaco.
Nel marmo proveniente da Verona vi è in alto scolpita la statua della Libertà e davanti
alla stele in un sarcofago di marmo riposano le spoglie mortali
di Nicola Ricciottí.
Nel cuore dei ripani l'eroismo di Domenico Subiaco è rimasto sempre vivo, infatti in una
bella piazza, del paese dirimpetto al monumento al caduti della Grande Guerra 1915-1918,
nell'anno 1911 fu posta una lapide con questa epigrafe:
1911
DOMENICO SUBIACO
TAMBURANDO
GIACQUE SEDICENNE A VILLA CORSINI NEL 1849
GLI EROI DI ROMA INCITANDO CONTRO LO STRANIERO
INVASORE
ESEMPIO Al VENTURI
DI QUAL ARDIMENTO ANCHE ADOLESCENTI
INFIAMMI I PETTI
LA FREMEBONDA ANSIA DELL'IDEALE
RIPI AL SUO FIGLIO EROICO
Alla morte dei
genitori di Domenico la famiglia Subiaco si è estinta. Sicuramente la sua casa era ubicata
nel Colle S. Agostino perchè una famiglia di quella contrada era ed è tuttora indicata
con il nome di Subiaco
L' Amministrazione Comunale del
paese non trascurò la figura del tamburino infatti nel 1940 l'allora Podestà Sig.
Decio Crecco scrisse alla Soc. di M. S. Reduci Garibaldini di Roma per opportune ricerche.
La scuola, quale faro di cultura e quale depositaria dei valori sublimi, ha fatto suo
l'entusiasmo per poi suscitare nei piccoli alunni sentimenti di sacro amor patrio.
È doveroso segnalare che il Consiglio di Circolo delle scuole elementari di Ripi, preso
atto della proposta avanzata dal Collegio dei Docenti, nella riunione del 27 settembre
1982 e vista la circolare ministeriale N. 313 del 12/11/1980, ha deliberato con la
seguente motivazione:
"..che la Scuola Elementare di Ripi capoluogo venisse intitolata a Domenico Subiaco
per il suo coraggio, il suo eroismo e per lo splendido esempio di amor patrio che ha
saputo dare ed in modo che il suo ricordo resti imperituro per la popolazione ripana, ma
anche per tutti coloro che avranno modo di visitare Ripi.
All'interno dell'edificio scolastico, preparati dagli alunni sotto la guida delle
insegnanti delle scuole a tempo pieno, sono appesi tre meravigliosi pannelli con mosaici
raffiguranti il nostro giovanissimo patriota.
Riuscitissima è stata anche una rappresentazione teatrale interpretata dal piccoli alunni
delle Scuole del Capoluogo nella quale emergeva l'ardore del giovane sedicenne,
entusiasmato dall'invito di Luciano Manara, venuto a Ripi qualche giorno prima, di correre
alla pugna, ed il dolore dei buoni ed umili genitori nel vederlo partire volontario per
poi saperlo tragicamente morto.
Ripi, orgoglioso e fiero di Domenico Subiaco, lo indica ai giovani per il suo slancio
ardimentoso e sincero.
DELIBERA DEL COMUNE DI RIPI 1911 del 25 agosto N. 153
Oggetto: Sussidio al Comitato pro Domenico Subiaco
Il Presidente annuncia che il Sig. Collepardi Augusto quale Presidente del Comitato per
una memoria marmorea al nostro concittadino Domenico Subiaco morto in difesa di Roma nel
1849, ha chiesto un sussidio per far fronte alle spese della lapide.
Ricordo al Consiglio che il Subiaco appena sedicenne corse ad arruolarsi con Garibaldi per
la presa di Roma e da una palla francese rimase freddato col grido dItalia in bocca.
Roma stessa memore delleroismo di tale garzone non conoscendo il nome, appena
liberata, volle consacrare una strada col nome di Scalea del Tamburino
(Riportata nella foto).
Il grande Biondi lo ha posto tra i Martiri Ciociari nel monumento a Frosinone ed ora
spetta a noi ad elevare la memoria con una lapide che lo ricordi ai posteri, perciò,
facendosi interprete dei sentimenti della Giunta e del Consiglio, propone concedere un
sussidio per una sola volta di £ 200 creando apposito capitolo sul bilancio: Sussidio al
Comitato pro Domenico Subiaco £ 200.
Il Consiglio allunanimità di voti neri per appello nominale approva. Al tempo
"voto nero" voleva dire approvazione, mentre "voto bianco"
voleva significare voto contrario.
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RIPI N 76 del 16 settembre 1883
Oggetto: Denominazione della Piazza a porta S. Croce
Il Presidente dà la parola al Sig. Galloni cav. Giuseppe come quello che iscrisse la
proposta nello.d.g. 
Il consigliere Galloni cav. Giuseppe propone al Consiglio il seguente ordine del giorno
daccordo con il Sig. Salvatori Aristide.
Il Consiglio delibera che la nuova Piazza presso la Porta S. Croce sia denominata
Domenico Subiaco in omaggio di un prode martire di questo Comune, caduto in
difesa della Patria in Roma nel 1849.
Lordine del giorno viene approvato a maggioranza.
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