Ripi dei Nonni

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                DOMENICO SUBIACO:  IL TAMBURINO DI RIPI

Ripi sorge su un rilievo alla sinistra del fiume Sacco.   All'ultimo censimento contava 5370 anime; non ha dato natali ad illustri personaggi che si siano distinti nelle varie arti, ma due grandi patrioti lo hanno reso noto in tutta Italia.

Uno è Aristide Salvatori, ardente patriota che eroicamente prese parte alla spedizione dell'Agro Romano partecipando successivamente al moti Repubblicani di Pavia, finendo poi nelle carceri di Cagliari e l'altro, l'ardente giovane sedicenne Domenico Subiaco.
Il “Piccolo Tamburino”, come comunemente è ricordato, nacque a Ripi il 4 dicembre 1832, figlio di Giovanni e di Paparelli Angela Maria, entrambi contadini.
Proclamata in nome di Dio e del Popolo la Repubblica Romana, il nostro giovane, tralasciando gli infantili giochi del tempo ed i lavori dei campi, corse a difenderla per combattere con le truppe di Garibaldi insieme a Giuseppe Salvatori, Luigi Galloni, Antonio Paparelli, Francesco Recine ed altri di Ripi.
Si unirono a loro per un comune destino altri giovani di Frosinone, Anagni, Ferentino, Alatri, Boville Ernica, Veroli, Arpino e insieme a questi Nicola Ricciotti di Frosinone, che con i Fratelli Bandiera e molti altri cadde nel Vallone di Rovigo il 25 luglio 1844.
Domenico Subiaco per la sua statura fu giudicato troppo ragazzo, infatti non gli diedero un fucile, ma lo fecero tamburino e prese parte a molte battaglie che ebbero luogo a Roma.

Il   3 giugno 1849 il generale francese Audinot fece assalire improvvisamente il bastione tra Porta Portese e S. Pancrazio ed a tal riguardo Camillo Ravioli, un testimone oculare della morte del tamburino di Ripi ", così scrisse:
« Dall'alto della porta di S. Pancrazio tirò a petto scoperto gettata l'uniforme - e lo vid'io nel mattino di quel giorno stesso 3 giugno - da dieci a dodici colpi contro i francesi che assalivano il bastione ottavo, facendosi porgere l'arma carica dai compagni che gli erano di sotto, finché una palla nemica lo colpì nel parietale sinistro e lo gettò rovescio e moribondo a basso».
Altre notizie ce le fornisce il Ceccarius:
« Il sedicenne Domenico Subiaco, da Ripi, del 1° Reggimento Fanteria. Leggendaria figura del contadinello ripano, eternato nel bronzo che Frosinone eresse per l'arte del Biondi nella sua piazza principale e da una epigrafe nel paesello natio.
Suonò l'allarme e la carica nell'insidia francese del 3 Giugno; al grido di “Viva l'Italia!” “Viva Roma!” raccolse il fucile di un soldato caduto al suo fianco, spianandolo contro il nemico, ma una palla francese lo colpì nel mezzo della fronte.... la scalea, presso la quale è caduto Domenico Subiaco nel 1891, fu chiamata in sua memoria “Scalea del tamburino” ».
E' opportuno precisare che a Frosinone nella Piazza della Libertà vi è il monumento a Nicola Ricciotti e ai martiri della Libertà della Regione, opera dello scultore ciociaro Ernesto Biondi.
Sono scolpiti alcuni eroi: Nicola e Giovanni Ricciotti, Carlo Guglielmi, Lino Stoppani, Domenico Dandini e altri fra i quali Domenico Subiaco.
Nel marmo proveniente da Verona vi è in alto scolpita la statua della Libertà e davanti alla stele in un sarcofago di marmo riposano le spoglie mortali di Nicola Ricciottí.
Nel cuore dei ripani l'eroismo di Domenico Subiaco è rimasto sempre vivo, infatti in una bella piazza, del paese dirimpetto al monumento al caduti della Grande Guerra 1915-1918, nell'anno 1911 fu posta una lapide con questa epigrafe:

1911
DOMENICO SUBIACO
TAMBURANDO
GIACQUE SEDICENNE A VILLA CORSINI NEL 1849
GLI EROI DI ROMA INCITANDO CONTRO LO STRANIERO
INVASORE
ESEMPIO Al VENTURI
DI QUAL ARDIMENTO ANCHE ADOLESCENTI
INFIAMMI I PETTI
LA FREMEBONDA ANSIA DELL'IDEALE
RIPI AL SUO FIGLIO EROICO

Alla morte dei genitori di Domenico la famiglia Subiaco si è estinta. Sicuramente la sua casa era ubicata nel Colle S. Agostino perchè una famiglia di quella contrada era ed è tuttora indicata con il nome di “Subiaco”
L' Amministrazione Comunale del paese non trascurò la figura del tamburino “infatti nel 1940 l'allora Podestà Sig. Decio Crecco scrisse alla Soc. di M. S. Reduci Garibaldini di Roma per opportune ricerche.
La scuola, quale faro di cultura e quale depositaria dei valori sublimi, ha fatto suo l'entusiasmo per poi suscitare nei piccoli alunni sentimenti di sacro amor patrio.
È doveroso segnalare che il Consiglio di Circolo delle scuole elementari di Ripi, preso atto della proposta avanzata dal Collegio dei Docenti, nella riunione del 27 settembre 1982 e vista la circolare ministeriale N. 313 del 12/11/1980, ha deliberato con la seguente motivazione:
"..che la Scuola Elementare di Ripi capoluogo venisse intitolata a Domenico Subiaco per il suo coraggio, il suo eroismo e per lo splendido esempio di amor patrio che ha saputo dare ed in modo che il suo ricordo resti imperituro per la popolazione ripana, ma anche per tutti coloro che avranno modo di visitare Ripi.
All'interno dell'edificio scolastico, preparati dagli alunni sotto la guida delle insegnanti delle scuole a tempo pieno, sono appesi tre meravigliosi pannelli con mosaici raffiguranti il nostro giovanissimo patriota.
Riuscitissima è stata anche una rappresentazione teatrale interpretata dal piccoli alunni delle Scuole del Capoluogo nella quale emergeva l'ardore del giovane sedicenne, entusiasmato dall'invito di Luciano Manara, venuto a Ripi qualche giorno prima, di correre alla pugna, ed il dolore dei buoni ed umili genitori nel vederlo partire volontario per poi saperlo tragicamente morto.
Ripi, orgoglioso e fiero di Domenico Subiaco, lo indica ai giovani per il suo slancio ardimentoso e sincero.

DELIBERA DEL COMUNE DI RIPI
1911 – del 25 agosto N. 153 
Oggetto: Sussidio al Comitato pro Domenico Subiaco”
Il Presidente annuncia che il Sig. Collepardi Augusto quale Presidente del Comitato per una memoria marmorea al nostro concittadino Domenico Subiaco morto in difesa di Roma nel 1849, ha chiesto un sussidio per far fronte alle spese della lapide.Scalea del Tamburino al Gianicolo in Roma
Ricordo al Consiglio che il Subiaco appena sedicenne corse ad arruolarsi con Garibaldi per la presa di Roma e da una palla francese rimase freddato col grido d’Italia in bocca. Roma stessa memore dell’eroismo di tale garzone non conoscendo il nome, appena liberata, volle consacrare una strada col nome di “Scalea del Tamburino”
(Riportata nella foto).
Il grande Biondi lo ha posto tra i Martiri Ciociari nel monumento a Frosinone ed ora spetta a noi ad elevare la memoria con una lapide che lo ricordi ai posteri, perciò, facendosi interprete dei sentimenti della Giunta e del Consiglio, propone concedere un sussidio per una sola volta di £ 200 creando apposito capitolo sul bilancio: Sussidio al Comitato pro Domenico Subiaco £ 200.
Il Consiglio all’unanimità di voti neri per appello nominale approva. Al tempo   "voto nero" voleva dire approvazione, mentre "voto bianco" voleva significare voto contrario.

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RIPI
N 76 del 16 settembre 1883
Oggetto: Denominazione della Piazza a porta S. Croce
Il Presidente dà la parola al Sig. Galloni cav. Giuseppe come quello che iscrisse la proposta nell’o.d.g. Lapide in memoria
Il consigliere Galloni cav. Giuseppe propone al Consiglio il seguente ordine del giorno d’accordo con il Sig. Salvatori Aristide.
Il Consiglio delibera che la nuova Piazza presso la Porta S. Croce sia denominata “Domenico Subiaco” in omaggio di un prode martire di questo Comune, caduto in difesa della Patria in Roma nel 1849.
L’ordine del giorno viene approvato a maggioranza.       

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