Ripi dei Nonni

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La vita di un tempo

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                                          I canti dei nonni

Televisori, radio, videoregistratori, cd, cdrom, walkman, ed altre diavolerie hanno preso il posto dei bei canti popolari che accompagnavano il lavoro dei campi, delle nenie, delle ninne nanne, ma innanzi tutto degli stornelli rivolti alla persona amata. Erano strombotti, saltarelli, stornelli a volte a dispetto, ballarelle, canzoni religiose in onore della SS. Trinità, di S. Antonio ed altro, ma ricchi di grazia, di spontaneità e di ingenuità. Come il pensiero e le frasi ciociare appaiono semplici, alla buona, genuine, così la costruzione melica, la poesia, le parole di questi canti, sono povere di flessione, di movimento. I nonni ricordano certamente la canzone"Maria Nicola" che diceva:         

               "T' s' fatt' gliù ricc' n' fronta   
                  chi t' gl'alliscia i chi t' gl'apponta"    
                  Povera te Maria Necò


E' il caso di ricordare anche:   
                   "Bella ch' t' n' stai n' cima a stù coll'   
                    s' vo fa l'amor cu me viettenne abball'                       
                           viettenne abball'  
                            te le farò magnà quattr' cipolle...."


E poi si cantava ancora: 
                    "I quann' la ciociara s' marita   
                    a chi dona gliù spag' i a chi la ciocia   
                    i quann la ciociara è maritata   
                    gliù spag' è rutt' i la ciocia è sfasciata"


In occasione dei lavori di una piccola variante al vecchio tracciato della strada che dal bivio della Casilina porta al paese, intorno all'anno 1927, così si cantava:
                    "Stann' a fà la via nova   
                     tutti la vann' a vedé   
                     Catarinella vestiti bella   
                     t' c' port' pure a te"


Potremmo seguitare a ricordare i canti del ciclo dell'anno, della "Capodannesca", del carnevale ecc., ma sarebbe troppo lungo! Bei tempi!
Quanti rimpianti!

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