Ripi dei Nonni |
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La vita di un tempo |
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SOMMARIO |
Se provate a chiedere ad una bella e prosperosa ragazza ripana, oppure dei paesi vicinori, che cosa è il "capirchio" certamente vi sorriderà un po' sorpresa.Eppure il lino, la canapa, dai quali si ricava il nostro "capirchio" sono piante tessili che un tempo venivano coltivate nella nostra zona. Tante famiglie avevano il telaio in casa, tessevano il "panno", tanto ricercato oggi: erano i rotoli o per dir meglio i "rucchi" per la biancheria delle spose di allora. "Non è più il tempo che Berta filava"! Come è di attualità questo detto! Le nonne, infatti, possedevano la ròcca, la conocchia, il fuso, l'arcolaio, il rocchetto e con serenità filavano la lana, delle loro pecore, pensando con tanto amore ai nipotini ed ai familiari ai quali erano destinate quelle matasse di lana per indumenti personali. È superfluo precisare che questi attrezzi |
| di lavoro erano di produzione artigianale fatti
dalle callose mani dei nonni. L'ingegnosità dei contadini di un tempo era superiore a
quella di oggi, perché il progresso ed il benessere economico hanno permesso di
acquistare i vari strumenti nei negozi. E come erano brave le nostre donne di allora! Chi
sa lavorare più a maglia a due ferri, per preparare le maglie di lana oppure a quattro
ferri per i "p'dalin" o i "p'dal' "? Per lavorare con maggior
comodità le donne infilavano il ferro da calza nel "mazz'mariegl' ".Che, per
chi non lo sapesse, era un bastoncino di legno secco, con un foro alla sommità, che
veniva infilato nelle "strenghe de gliù z'nal' o della vesta". Si diceva
allora: "Quann' mamm'ta fà la casetta gliù mazz'mariegl' n' do s' gl' mett'? S' gl' mett' alla c'ntura mamm'ta è bella i sor'ta pur' "! |
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