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                          Uomo del mio tempo
La lirica di Quasimodo è una severa denuncia della strage assurda e disumana della seconda guerra mondiale."Cose d'altri tempi, oggi l'uomo, come è risaputo, è tutt'altra cosa.........!!!!!!!!"

Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

-- t'ho visto -- dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

quando il fratello disse all'altro fratello:

<<Andiamo ai campi>>. E quell'eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

                                                                          (Salvatore Quasimodo)