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La visione di Alberico

A fine anno ha destato molto interesse e favore da parte del pubblico televisivo lo spettacolo di Benigni che ha illustrato e poi recitato l'ultimo canto del Paradiso di Dante, dimostrando come anche testi cosi complessi ma al tempo stesso di rara bellezza, possano essere apprezzati direi "goduti" anche dal grande pubblico. Noi ne prendiamo spunto per raccontare come il sommo poeta nello scrivere la Divina Commedia si sia ispirato ad un manoscritto (Trascritto nel "Codice Cassinese 257") presente nell'abbazia di Montecassino ed esattamente al racconto di frate Alberico che, entrato in coma, ne usć raccontando di aver visitato l'aldilà.
Quasi due secoli dopo la trascrizione di questo sogno ultraterreno, Dante, in viaggio verso L'Aquila per presenziare alla nomina a Papa di Celestino V, il Papa del gran rifiuto, prese visione dell’ antica pergamena, ancora oggi in possesso dell’ Abbazia di Montecassino e ne resṭ colpito al punto che decise di scrivere, ispirandosi ad essa, quel poema immortale che è la “Divina Commedia“.

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