RIPI NEL MEDIOEVO

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Ripi nel medioevo


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LE CAMAPAGNE

Non dobbiamo assolutamente immaginare le campagne tra i secoli IX XV così come sono oggi né per le coltivazioni, né tantomeno per le abitazioni. Le abitazioni, scarsissime, erano di fango e di paglia, esse si raggruppavano vicino al "castello" del feudatario o vicino ai luoghi di culto; la lontananza tra i vari castelli ed i villaggi era notevole ed accresciuta di più dagli scarsi o incompleti collegamenti viari, che, per la maggior parte, si riducevano a sentieri pedonali o piste carrabili in terra battuta. Per quanto riguarda invece le coltivazioni, notiamo che il feudo si divideva in due parti:
una parte di grandi appezzamenti di terreno e di foreste o macchie (le più fertili e produttive), condotte direttamente dal signore (sia esso laico che religioso) con l'uso diffuso di schiavi - fino al secolo XII -  poi sostituiti dai coloni che per le loro corvèes non vengono retribuiti. I coloni, in cambio delle loro corvèes nei campi, per la difesa del castello, in caso di battaglie e assedi (fatti che si verificavano spessissimo), ricevevano dal feudatario "vitto" e "alloggio" o "protezione";
Una seconda parte di appezzamenti di terreno e di macchie (i più scomodi e meno produttivi) venivano fatti  coltivare da "cittadini liberi" in cambio di tributi varial signore: parte di raccolti, obbligo di difesa del castello in caso di guerra, ecc;

in poche parole in cambio di "fedeltà incondizionata al signore".
Per quanto riguarda la coltivazione vera e propria, che veniva fatta completamente a mano o con il poco aiuto di animali da tiro (cavalli, asini, buoi, molto denutriti), notiamo due aspetti principali:
- i campi coltivati, specialmente a grano, erano pochi e rendevano poco: mancanza di profondi dissodamenti, mancanza di concimi, mancanza di metodi razionali di coltivazione;
- per la sussistenza, si ricorreva spesso all'ausilio dei frutti e delle radici selvatiche e alla cacciagione, ecco il perché della grande importanza che assumevano le macchie e i boschi.

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