RIPI NEL MEDIOEVO

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Ripi nel medioevo


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I PROPRIETARI

I più grandi prprietari del medioevo erano:
- i religiosi
- i laici
Entrambi esercitavano un forte e incontrastato potere sui contadini.
- I patrimoni religiosi erano vastissimi ed erano stati ottenuti grazie al flusso ininterrotto di elemosine per tutti i secoli IX, X, XI, e XII. I ricchi signori, gli imperatori, per ricevere indulgenze, donavano la cosa più preziosa che possedevano: le terre; talvolta donavano ai religiosi intere contrade, interi paesi. Chi si arricchiva di più di queste elemosine erano le comunità religiose  dei cistercensi, dei certosini, dei templeri, degli ospedalieri. Dal momento che le terree possedute dalla chiesa erano moltissime, questo patrimonio servì alla chiesa per ingrandire i propri poteri, infatti gli istituti religiosi concedevano ai membri delle grandi famiglie amiche, in cambio di protezione e favori, vasti possedimenti.
- I patrimoni laici, legati ai destini dei possedimenti religiosi, si formavano e si sviluppavano come segue: una parte per spartizione di vastissime proprietà, una parte, grazie alle elargizioni da parte della chiesa in cambio di protezione.
I nobili a loro volta erano distinti in due gradini d'importanza: i grandi principi e

gli "amici" del grande principe, che avevano ricevuto vasti possedimenti in cambio di appoggio e devozione. Sia i grandi che i piccoli proprietari, sia i religiosi ingrandivano le loro rendite grazie alle tasse sui mulini, sui boschi, sui pascoli, sui mercati ecc.
L'altra classe del medioevo era la classe dei contadini.
I soli e unici produttori di beni, nel medioevo, furono i contadini; perché i vescovi, i monaci, i chierici, i principi, i nobili e i guerrieri erano una ristretta classe di non-produttori.
I contadini venivano dal "signore", sia esso laico che religioso, nutriti, vestiti,, calzati, ma interamente sottomessi come schiavi e legati a tutti gli ordini del "padrone".

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