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Convento di |
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Il Convento di San Bartolomeo e Sant'Agostino (Terza parte) Durante
il secolo XVIII la maggior parte della popolazione Europea viveva ancora nellinterno
di una società gerarchica, rurale, con uneconomia basata principalmente
sullagricoltura. |
Nasceva così la Repubblica
Romana. Ma tutto il Lazio meridionale
(arroccato ancora ai vecchi schemi di sudditanza) si ribellò per i provvedimenti
impopolari che la Repubblica Romana aveva emanato: Anche il Re di Napoli (Ferdinando IV) venne in aiuto del Papa, attaccando,
ne1 novembre 1798 la Repubblica Romana, ma le truppe napoletane furono sconfitte e costrette alla resa; così i francesi, nel 1799
fondarono la Repubblica Partenopea. Questa serie di avvenimenti ( invasioni, insurrezioni
passaggi di truppe di ogni genere) favorirono fenomeni di intolleranza e insofferenza.
Nasce il brigantaggio (localizzato principalmente a
Vallecorsa essendo questa 1a città cuscinetto tra lo Stato Pontificio e il Regno di
Napoli con passaggi continui nei propri territori di truppe papaline, francesi, polacche e
napoletane). Anche a Ripi vi furono fatti di sangue: nel 1804 viene celebrato un processo
(a Veroli) contro tale Giacinto Pace da Ripi. Nel 1804
Napoleone diventa Imperatore. Nel 1809 Napoleone emette il
decreto di annessione dello Stato Pontificio all'Impero di Francia. Nel 1810 si decreta lo
scioglimento di tutte le corporazioni Religiose (per entrare in possesso dei loro vasti
beni). Nel
1811 viene fatto l'inventario anche del "nostro" convento: Processo verbale di stima della casa conventuale dei S. Agostino e
Bartolomeo di Ripi. "...Lanno 1811, il giorno 8 del mese di settembre noi
sottoscritti Francesco Martinoli, Giovan
Pietro Restaini esperti muratori della Comune di Ripi, cioè Francesco Martinoli nominato
dal Sig. Revisore del Demanio del Bureau di Frosinone ed io Giovan Pietro Restaini dal
Sig. Sotto Prefetto del medesimo Circondario, per fare la stima contraddittoriamente del
valore del fabbricato del convento soppresso di S. Agostino di Ripi ci siamo portati in detto fabbricato posto fuori
della Comune, ed avendo in considerazione la località, abbiamo stimato come segue: -
una ad uso di torcitore di
vinaccio; -
quattro ad uso di cantina; -
una grotte; -
una legnara; -
una ad uso di gallinaro; -
due ad uso di stalla; -
una ad uso di bottega di
falegname; Stimate............. scudi 150 Secondo piano n° 10, cioè -
una ad uso di refettorio; -
una ad uso di cucina; -
una ad uso di dispensa -
una ad uso di forno; -
una ad uso di dormitorio; -
una ad uso di granaro; -
ad un forno, cortile con suo pozzo. Stimate .............scudi 200 Terzo piano: camere n° 11 ad uso di dormire e due corridori. Nel 1814 Napoleone è sconfitto e costretto all'esilio. Nel 1814 lo Stato Pontificio ritorna ai Papi. Tutti i cittadini che
si erano piegati per necessità o per
debolezza ai francesi, vengono severamente puniti. Vengono abolite tutte le 1eggi
napoleoniche con il ripristino dell'Inquisizione, del Santo Uffizio,
dell'indice per i libri proibiti, viene perfino abolita lilluminazione. Nel
1816, in luglio, papa Pio VII vara delle leggi un pò più permissive che sono una via di mezzo tra le nuove
esigenze emerse dalla ventata libertaria portata dalla Rivoluzione francese e i vecchi
sistemi pre-rivoluzionari: Si ha una nuova disciplina scolastica, con l'estendersi
dell'istruzione anche alle donne; ma sia le scuole inferiori che le università, per la
maggior parte, saranno affidate ad ecclesiastici. In
Ciociaria, in questo periodo aumenta il fenomeno del brigantaggio. Si
passa quindi al Risorgimento e alla presa di Roma (20/9/1870). Questo periodo è molto
importante per Ripi, perché il nostro paese ha contribuito, con due concittadini
(Domenico Subiaco e Aristide Salvatori; vedi la sezione "Uomini
e fatti") a questa impresa eroica e importante per l'unità, la nascita e la
crescita della nostra Repubblica. Nel
1814 nasce la CONFRATERNITA DEI, BUON CONSIGLIO". Riportiamo di seguito alcuni articoli del suo statuto: "...Confraternita
eretta in Ripi il 27 febbraio 1814 sotto il titolo di Maria
Santissima del Buon Consiglio. Non ha chiesa. Le sue funzioni vengono celebrate
nel1a Veneranda Chiesa dei padri Agostiniani ove è appoggiata. I
fratelli e le sorelle sono tenuti intervenire a tutti i precetti e cerimonie religiose che
si svo1gono nel corso dell'anno Nel
giorno della Madonna SS. del Buon Consiglio Titolare della
Compagnia, si fa la processione che passa nel mezzo del paese, con l'intervento del
reverendo Capitolo della Chiesa Arcipretale, previo invito... Nel fine di ogni anno, poi, si tiene la
congregazione Generale per il rendiconto delle rendite annuali e per eligere il Guardiano
e il Camerlengo per l'anno che siegue ........ Non si dotano Zitelle Tutte le spese che possono occorrere per il mantenimento dello
Oratorio, per le funzioni, processioni, paramenti, cera, olio, e tutto altro necessario
sono a carico, della Compagnia..... Ha una lascita di scudi 5 annui fatta dal defonto
Francesco Battaglini per la celebrazione di messe 50 all'anno in suffragio dell'anima sua;
e altra di scudi 1 e baiocchi 50 allanno fatta dal defonto Antonio Battaglini per la
celebrazione di 3 anniversari all'anno di lui suffragio
Ha pure un lascito di scudi 150 risultante dal testamento del defonto Pasquale Petrilli (notaio) con lobbligo di celebrare col rispettivo annuo fruttato tanti
anniversari in perpetuo per l'anima di esso testatore de suoi genitori, ma questo legato
non fu ancora conseguito, e la Confraternita non ha veduto celebrare fin qui alcun
anniversario........La rendita della Compagnia si restringe alle sole annualità che
pagano li fratelli e le sorelle che se tutti i
fratelli e le sorelle pagassero esattamente la loro quota annuale, ammonterebbe l'entrata
a scudi 150 circa per ogni anno Nell'oratorio vi è un piccolo altarino, non per celebrare messe,
ma per tenervi solo la immagine di Maria SS. del Buon Consiglio, e la cera occorrente è a carico della Confraternita. All'otto
della fondazione della Confraternita, si procedette a fare la solenne "funzione della
benedizione dei sacchi e vestizione dei divisati confratelli (la divisa dei componenti la
Confraternita è stata indossata dai nostri concittadini, durante le processioni, fino a qualche decennio fa). Del
1814 è anche un inventario: ...tante de mobili come degli stabili che si rinvengono
esistenti nella chiesa e sacrestia di S. Agostino in Ripi. Tra l'altro vengono
inventariati (queste sono le prime e uniche notizie che siamo riusciti a reperire) i
cinque quadri e i 3 ovali tuttora esistenti nella chiesa di S. Agostino Cinque quadri esistenti ne cinque altari di marmo rappresentanti l'uno S.
Bartolomeo nell'atto del martirio; il secondo S. Agostino e S. Monaca che ricevono la
santa cintura da M. Santissima; il terzo il SS. Crocifisso con la S. Rita e la S. Chiara
di Montefalco; il quarto S. Tommaso di Villanova; il Tre ovali con cornici e piedistalli dorati a velatura,
rappresentanti l'uno S. Lucia, l'altro S. Antonio Abate l'altro S. Giovanni e S.
Racondo...". Le
notizie da noi acquisite ci portano così all'anno 1831, con una vendita
documentata da certificato, dell'Ufficio di Agrimensura di Ripi di una casa di proprietà
del "nostro" convento. Detta casa era ubicata in "Contrada Rua dei
Cavalieri Confinante per d'avanti Strada (?)
Pubblica, per di dietro Giuseppe Persichilli e Vincenzo Giancarli
e per gli altri due lati le intercapedini ... la casa ha il valore
di scudi 293 e 3 baiocchi e dà un annuo fruttato di scudi 13 e Baiocchi 80........
La suddetta casa
fu acquistata per scudi 300. Dal
1804 in Ripi c'era la scuola comunale, ubicata nella casa di un certo Sig. Petrilli, in prossimità della Chiesa Maggiore (Piazza Luciano
Manara). Intorno
al 1840 vi furono pressioni, da parte del Gonfaloniere di Ripi,
affinchè la scuola, data l'ubicazione angusta e non funzionale sotto tutti i punti di
vista, fosse spostata in un luogo più idoneo. Venne suggerito proprio il Convento di S.
Agostino. Il
4 dicembre 1868 vi fu il decreto di installazione (emanato dalla Curie Vescovile di
Veroli) della nuova scuola; con la venuta, altresì; delle Suore
(Maestre Pie), le quali svolgevano mansioni di maestre di
"gramatica" e "Elementari" . Nel
1870 con la fine dello Stato Pontificio e l'avvento del nuovo governo, incomincia il
declino del "nostro" Convento. Il Governo confiscò tutti i terreni e i beni
immobili appartenenti al Convento rivendendoli ad alcune benestanti famiglie ripane. I
frati Agostiniani ebbero facoltà di rimanere nel convento fino a loro morte o andare via;
preferirono abbandonare Ripi e il convento, tranne un certo Padre
Alippio, il quale, sia perché era molto vecchio, sia perché era molto affezionato
al nostro paese, decise di aspettare la fine a Ripi, nel "suo" convento. Per
il centenario della fondazione della Confraternita del Buon
Consiglio, la comunità di Ripi, nel 1914, decise di festeggiare ed onorare ta1e
avvenimento con una grandissima festa; per loccasione si fecero, rintonacare e
mettere a nuovo le facciate delle abitazioni del centro storico, dipingendole tutte con lo
stesso colore (In alcuni casi tale opera è ancora riscontrabile). Da
una perizia fatta dalla Prefettura di Frosinone (datata 31 gennaio 1915) si riscontra che
vi furono seri e gravi danni a tutto il paese: in particolar modo
furono causati danni e lesioni al palazzo del Comune, all'Ospedale di S. Vincenzo, alle chiese di S. Salvatore e S.
Rocco, alle abitazioni del centro storico, alle scuole elementari (ubicate nel convento di
S. Agostino) ed anche alla Chiesa di S. Agostino; furono lesionate altresì oltre 700 case
in campagna. Nel
1922 un incendio colpisce e devasta il palazzo del comune che temporaneamente viene
spostato nel convento di S. Bartolomeo e S.
Agostino. Siamo
quindi ai giorni nostri: dopo la II guerra mondiale si ebbe la definitiva sistemazione del convento come è oggi. |