IL Convento di
Sant'Agostino e
San Bartolomeo
Ricerca dell'ARCI del 1980

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Seconda  parte

Terza parte

 


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Il Convento di San Bartolomeo e Sant'Agostino (Terza parte)

Durante il secolo XVIII la maggior parte della popolazione Europea viveva ancora nell’interno di una società gerarchica, rurale, con un’economia basata principalmente sull’agricoltura. Il villaggio e  il piccolo paese costituiva il modello dominante per la quasi tota1ità della popolazione europea e in special modo per gli abitanti dello Stato Pontificio, dove la religione aveva un ruolo importantissimo nella vita di ogni giorno  e contribuiva ad amalgamare i vincoli sociali. I piccoli comuni rurali, le proprietà terriere, i villaggi, le altre corporazioni (specialmente nelle nostre zone) furono scarsamente intaccate dai cambiamenti economici, sociali e artistici che si stavano verificando in questo periodo (fine 1700). Solo nelle grandi capitali dell'Europa del Nord vi fu il fiorire di idee innovatrici che culminò nel 1789  con la rivoluzione Francese che abolì (solo per la Francia) i privilegi incontrollabili dell'aristocrazia e del clero; agli stessi vennero confiscati beni e grandi latifondi.  Nel 1797 la giovane Repubblica Francese tentò di esportare anche in Italia le nuove idee della rivoluzione e mosse guerra contro lo Stato Pontificio, attaccando la Roma di Pio VI nel febbraio 1798.

Nasceva così la Repubblica Romana.  Ma tutto il Lazio meridionale (arroccato ancora ai vecchi schemi di sudditanza) si ribellò per i provvedimenti impopolari che la Repubblica Romana aveva emanato:
la soppressione delle confraternite, svalutazione delle cedole,  leva forzata, ecc.; vi furono così insurrezioni popolari. 

Anche  il Re di Napoli (Ferdinando IV) venne in aiuto del Papa, attaccando, ne1 novembre 1798 la Repubblica Romana, ma le truppe napoletane furono sconfitte e  costrette alla resa; così i francesi, nel 1799 fondarono la Repubblica Partenopea. Questa serie di avvenimenti ( invasioni, insurrezioni passaggi di truppe di ogni genere) favorirono fenomeni di intolleranza e insofferenza. Nasce il brigantaggio (localizzato principalmente a Vallecorsa essendo questa 1a città cuscinetto tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli con passaggi continui nei propri territori di truppe papaline, francesi, polacche e napoletane). Anche a Ripi vi furono fatti di sangue: nel 1804 viene celebrato un processo (a Veroli) contro tale Giacinto Pace da Ripi. Nel 1804 Napoleone diventa Imperatore. Nel 1809 Napoleone emette il decreto di annessione dello Stato Pontificio all'Impero di Francia. Nel 1810 si decreta lo scioglimento di tutte le corporazioni Religiose (per entrare in possesso dei loro vasti beni).

Nel 1811 viene fatto l'inventario anche del "nostro" convento:

Processo verbale di stima della casa conventuale dei S. Agostino e Bartolomeo di Ripi.

"...L’anno 1811, il giorno 8 del mese di settembre noi sottoscritti France­sco  Martinoli, Giovan Pietro Restaini esperti muratori della Comune di Ripi, cioè Francesco Martinoli nominato dal Sig. Revisore del Demanio del Bureau di Frosinone ed io Giovan Pietro Restaini dal Sig. Sotto Prefetto del medesimo Circondario, per fare la stima contraddittoriamente del valore del fabbricato del convento soppresso di S. Agostino di Ripi  ci siamo portati in detto fabbricato posto fuori della Comune, ed aven­do in considerazione la località, abbiamo stimato come segue:

 Stanze terranee nel primo piano n° 11, cioè:

-          una ad uso di torcitore di vinaccio;

-          quattro ad uso di cantina;

-          una grotte;

-          una legnara;

-          una ad uso di gallinaro;

-          due ad uso di stalla;

-          una ad uso di bottega di falegname;

Stimate............. scudi 150

 

Secondo piano n° 10, cioè :

-          una ad uso di refettorio;

-          una ad uso di cucina;

-          una ad uso di dispensa

-          una ad uso di forno;

-          una  ad uso di dormitorio;

-          una ad uso di granaro;

-          ad un forno, cortile con  suo pozzo.

Stimate .............scudi 200

Terzo piano: camere n° 11 ad uso di dormire e due corridori.
Stimato scudi ..........200
Il totale della stima del fabbricato del suddetto convento soppresso di S. Agostino di Ripi  ammonta a
Scudi .........550 di che ne abbiamo firmato il presente verbale. Totale Scudi.......................................................550

Nel 1814 Napoleone è sconfitto e costretto all'esilio. Nel 1814 lo Stato Pontificio ritorna ai Papi. Tutti i cittadini che si erano piegati per necessità  o per debolezza ai francesi, vengono severamente puniti. Vengono abolite tutte le 1eggi napoleoniche con il ripristino dell'Inquisizione, del Santo Uffizio, dell'indice per i libri proibiti, viene perfino abolita l’illuminazione.­

Nel 1816, in luglio, papa Pio VII vara delle leggi un pò più permissive che sono una via di mezzo tra le nuove esigenze emerse dalla ventata libertaria portata dalla Rivoluzione francese e i vecchi sistemi pre-rivoluzionari: Si ha una nuova disciplina scolastica, con l'estendersi dell'istruzione anche alle donne; ma sia le scuole inferiori che le università, per la maggior parte, saranno affidate ad ecclesiastici.

In Ciociaria, in questo periodo aumenta il fenomeno del brigantaggio.
Dal 1816 Ripi non è più feudo dei Colonna.

Si passa quindi al Risorgimento e alla presa di Roma (20/9/1870). Questo periodo è molto importante per Ripi, perché il nostro paese ha contribuito, con due concittadini (Domenico Subiaco e Aristide Salvatori; vedi la sezione "Uomini e fatti") a questa impresa eroica e importante per l'unità, la nascita e la crescita della nostra Repubblica.

Nel 1814 nasce la “CONFRATERNITA DEI, BUON CONSIGLIO".

Riportiamo  di seguito alcuni articoli del suo statuto:

"...Confraternita eretta in Ripi il 27 febbraio 1814 sotto il titolo di Maria Santissima del Buon Consiglio. Non ha chiesa. Le sue funzioni vengono celebrate nel1a Veneranda Chiesa dei padri Agostiniani ove è appoggiata.
I fratelli sono obbligati a pagare l'annualità di Baiocchi .....30 per ciascuno, e le sorelle 18 Baiocchi.

I fratelli e le sorelle sono tenuti intervenire a tutti i precetti e cerimonie religiose che si svo1gono nel corso dell'anno.

Nel giorno della Madonna SS. del Buon Consiglio Titolare della Compagnia, si fa la processione che passa nel mezzo del paese, con l'intervento del reverendo Capitolo della Chiesa Arcipretale, previo  invito... Nel fine di ogni anno, poi, si tiene la congregazione Generale per il rendiconto delle rendite annuali e per eligere il Guardiano e il Camerlengo per l'anno che siegue ........ Non si dotano Zitelle

Tutte le spese che possono occorrere per il mantenimento dello Oratorio, per le funzioni, processioni, paramenti, cera, olio, e tutto altro necessario sono a carico, della Compagnia..... Ha una lascita di scudi 5 annui fatta dal defonto Francesco Battaglini per la celebrazione di messe 50 all'anno in suffragio dell'anima sua; e altra di scudi 1 e baiocchi 50 all’anno fatta dal defonto Antonio Battaglini per la celebrazione di 3 anniversari all'anno di lui suffragio         

Ha pure un lascito di scudi 150 risultante dal testamento del defonto Pasquale Petrilli (notaio) con

l’obbligo di celebrare col rispettivo annuo fruttato tanti anniversari in perpetuo per l'anima di esso testatore de suoi genitori, ma questo legato non fu ancora conseguito, e la Confraternita non ha veduto celebrare fin qui alcun anniversario........La rendita della Compagnia si restringe alle sole annualità che pagano li fratelli e le sorelle che se tutti i fratelli e le sorelle pagassero esattamente la loro quota annuale, ammonterebbe l'entrata a scudi 150 circa per ogni anno   

Nell'oratorio vi è un piccolo altarino, non per celebrare messe, ma per tenervi solo la immagine di Maria SS. del Buon Consiglio, e la cera occorrente  è a carico della Confraternita..."

All'otto della fondazione della Confraternita, si procedette a fare la solenne "funzione della benedizione dei sacchi e vestizione dei divisati confratelli (la divisa dei componenti la Confraternita è stata indossata dai nostri concittadini, durante le processioni,  fino a qualche decennio fa).

Del 1814  è anche un inventario:

“...tante de mobili come degli stabili che si rinvengono esistenti nella chiesa e sacrestia di S. Agostino in Ripi. Tra l'altro vengono inventariati (queste sono le prime e uniche notizie che siamo riusciti a reperire) i cinque quadri e i 3 ovali tuttora esistenti nella chiesa di S. Agostino Cinque quadri

esistenti ne’ cinque altari di marmo rappresentanti l'uno S. Bartolomeo nell'atto del martirio; il secondo S. Agostino e S. Monaca che ricevono la santa cintura da M. Santissima; il terzo il SS. Crocifisso con la S. Rita e la S. Chiara di Montefalco; il quarto S. Tommaso di Villanova; il quinto S. Nicola..

Tre ovali con cornici e piedistalli dorati a velatura, rappresentanti l'uno S. Lucia, l'altro S. Antonio Abate l'altro S. Giovanni e S. Racondo...".

 

Le notizie da noi acquisite ci portano così all'anno 1831, con una vendita documentata da certificato, dell'Ufficio di Agrimensura di Ripi di una casa di proprietà del "nostro" convento. Detta casa era ubicata in "Contrada Rua dei Cavalieri  Confinante per d'avanti Strada (?) Pubblica, per di dietro Giuseppe Persichilli e Vincenzo Giancarli e per gli altri due lati le intercapedini ... la casa ha il valore di scudi 293 e 3 baiocchi e dà un annuo fruttato di scudi 13 e Baiocchi 80........             La suddetta casa fu acquistata per scudi 300.

Dal 1804 in Ripi c'era la scuola comunale, ubicata nella casa di un certo Sig. Petrilli, in prossimità della Chiesa Maggiore (Piazza Luciano Manara).

Intorno al 1840 vi furono pressioni, da parte del Gonfaloniere di Ripi, affinchè la scuola, data l'ubicazione angusta e non funzionale sotto tutti i punti di vista, fosse spostata in un luogo più idoneo. Venne suggerito proprio il Convento di S. Agostino.

Il 4 dicembre 1868 vi fu il decreto di installazione (emanato dalla Curie Vescovile di Veroli) della nuova scuola; con la venuta, altresì; delle Suore (Maestre Pie), le quali svolgevano mansioni di maestre di "gramatica" e "Elementari" .

Nel 1870 con la fine dello Stato Pontificio e l'avvento del nuovo gover­no, incomincia il declino del "nostro" Convento. Il Governo confiscò tutti i terreni e i beni immobili appartenenti al Convento rivendendoli ad alcune benestanti famiglie ripane.

I frati Agostiniani ebbero facoltà di rimanere nel convento fino a loro morte o andare via; preferirono abbandonare Ripi e il convento, tranne un certo Padre Alippio, il quale, sia perché era molto vecchio, sia perché era molto affezionato al nostro paese, decise di aspettare la fine a Ripi, nel "suo" convento.

Per il centenario della fondazione della Confraternita del Buon Consiglio, la comunità di Ripi, nel 1914, decise di festeggiare ed onorare ta1e avvenimento con una grandissima festa; per l’occasione si fecero, rintonacare e mettere a nuovo le facciate delle abitazioni del centro storico, dipingendole tutte con lo stesso colore (In alcuni casi tale opera è ancora riscontrabile).

 Il 13 gennaio 1915 un avvenimento funesto colpisce Ripi: Il terremoto.

Da una perizia fatta dalla Prefettura di Frosinone (datata 31 gennaio 1915) si riscontra che vi furono seri e gravi danni a tutto il paese: in particolar modo furono causati danni e lesioni al palazzo del Comune, all'Ospedale  di S. Vincenzo, alle chiese di S. Salvatore e S. Rocco, alle abitazioni del centro storico, alle scuole elementari (ubicate nel convento di S. Agostino) ed anche alla Chiesa di S. Agostino; furono lesionate altresì oltre 700 case in campagna.

Nel 1922 un incendio colpisce e devasta il palazzo del comune che temporaneamente viene spostato nel convento di S. Bartolomeo  e S. Agostino.

Siamo quindi ai giorni nostri: dopo la II guerra mondiale si ebbe la  definitiva sistemazione del convento come è oggi. 
La chiesa di Sant'Agostino rimane un gioiello d'arte che proprio in quest'ultimo periodo ha subito vari rifacimenti interni e per ultimo la facciata.

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