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Il Convento di San Bartolomeo e Sant'Agostino (Seconda parte) In questo periodo, (secolo XVII) la Comunità di Ripi era fendo dei Colonna, amministrata dallo Stato Pontificio (Buon Governo) al quale, tramite il "Sindaco", ci si doveva rivolgere per l'approvazione di tutti gli atti formali e lamministrazione della vita comunitaria. Nasce
in questo periodo la "Congregazione dell' Abbondanza
istituita da papa Sisto V;
tale istituzione aveva il compito di
ovviare, con il Monte frumentario alle penurie di
grano nei periodi di carestia, assicurando a tutta la comunità di acquistare a credito la
farina o il frumento (beni di prima necessità) e di pagare successivamente rimborsando il
debito in denaro o in frumento. |
Nel 1708 dal "Registro Sintesi delle sacre visite della Curia Vescovile si leggono le seguenti notizie: ...Chiesa di S. Bartolomeo, frati di S. Agostino. La chiesa
è soggetta alle visite episcopali-pastorali, la pia diligenza dei padri fa sì che nulla
manchi a quello che è il culto divino. Verso la metà del 1700 la
comunità di Ripi, che molto probabilmente era dedita allagricoltura e al commercio
(si hanno notizie certe che si commerciava grano con la città di
Terracina, vi era la compra-vendita di vino, la trasformazione del vino in
acquavite; vi erano altresì diverse rivendite di carne di "agnello",
porco", "pecora", "vaccina"; vi era un pubblico
forno, viveva un periodo abbastanza florido dal punto di vista economico. Gli artefici del suddetto catasto (che noi abbiamo visto e sfogliato nellArchivio di Stato di Roma) sono: Girolamo Salimbeni (perito agrimensore e geometra) e Cosimo Salimbeni (perito agrimensore e geometra) Per compilare detto catasto si impiegarono ben tre anni (dal 1756 al 1758). Nel
catasto Salimbeni vi sono descritte tutte le proprietà
terriere e di fabbricati appartenenti al convento Il convento, nel 1773, si cominciò a rifabbricare la nuova chiesa di S. Agostino. Colui che fece il disegno della chiesa e ne condusse i lavori fu l' architetto Giuseppe Sublerasi di Roma (1745 -1810), il quale per essere questa la sua prima opera non volle per detto disegno, e sua assistenza, pagamento alcuno La chiesa riuscì assai bene, con cinque altari, e fu compita nell'anno 1781. "...Il 16 maggio 1781, Mons. G. Battista Giacobini Vescovo di Veroli (1761 1786) dà licenza a Tommaso Bonasoli (Padre Agostiniano, scrittore e storico), di benedire la chiesa secondo il rituale romano. Alle ore 14,30 del 16 maggio 1781 nell'altare di
S. Nicola viene detta la prima Messa nella
nuova chiesa La prima Messa si disse allAltare di San Nicola, perché nel maggio del 1781 ancora non era stato montato laltare Maggiore col suo tabernacolo; il detto "nel fine di agosto 1781 fu messo su l'Altare Maggiore col tabernacolo; il detto Altare, si mensa tutta di marmo costa cò suoi gradini scudi 60. Ha la base di marmo africano, i fondi del paliotto, risvolti, i pilastri di verde antico; le cimose e contorni di giallo antico; il primo scalino de candellieri è di marmo nero fiorito con la cornice di marmo rosso, fiorito bianco; il Ciborio fatto pure di marmi consimili con lo sportelletto di metallo indorato doro di zecchino 8 cc. costa in tutto scudi 30, ma poi vi sono altri scudi 40 per il porto da Roma a Ripi e per metterlo su. Si devono peraltro considerare le spese cibarie fatte a muratori, e artefici in tutto il tempo della fabbrica le quali ascenderanno a scudi 523.71.4, compresa la bussola da farsi e qualche altro lavoro. Però tutta questa fabrica costerà scudi 2.000. Il tutto si spese con li soli avanzi dell'entrate senza alcun debito..." In
questo periodo si nota anche che le entrate del convento erano molte: Per
queste cospicue entrate molto si deve all'attenzione dei padri: |