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Il Convento di San Bartolomeo e Sant'Agostino (Prima parte) Si deve partire dalla vecchia data del 1605 per cominciare a trovare le prime notizie riguardanti il Convento di S. Bartolomeo e S. Agostino. Il 30 marzo 1609 Eugenio da Tivoli Vescovo di Veroli, concede la licenza a Bartolomeo Stefanio: la licenza per fabbricare e dotare la Chiesa ed il Convento. |
IL 2 dicembre 1609 fu fatto l'atto di donazione con il quale il Sig. Stefanio assegnava per il "nostro convento il luogo con una sua possessione contigua e scudi 20 all'anno da assegnargli o in stabili, o in censi; e donò anche scudi 400 per la fabbrica del Convento e della Chiesa: tutto questo perché si dovesse pregare Iddio per lanima sua, suoi successori e antecessori defunti. Il 17 ottobre 1610, il Vescovo di Veroli, (Mons. Girolamo Asteo), si portò in Ripi e pose la croce dove dovevasi innalzare lAltare Maggiore e il 18 ottobre dello stesso anno, lo stesso Vescovo, pose la prima pietra del nostro convento. Dall'anno 1610 si
inizia quindi la costruzione del convento e della Chiesa. Si arriva così al 1650, data in cui vengono fatte, in tutto il mondo cristiano le
relazioni di consistenza dei conventi in vista della "soppressione
Innocenziana" (Papa Innocenzo X) per la quale i conventi piccoli che non
davano alcun reddito venivano soppressi. Non
possiamo non inserire integralmente in questa
breve documentazione storica la relazione datata Ha la chiesa pose il titolo di S. Bartolomeo et S. Agostino. Nel convento vi sono stanze per habitare n° 8, sono cantina, ogliaro, stanze dà fare legna et altre cose medesime e per non aver compito il convento non sono ancora acquistate altre stanze, fuori però contigua vi è la stalla col suo fienile intorno, dietro il convento vi sono terreni arborati con frutti di diverse sorti e tini di capacità di misure 6 con il suo pozzo. Circa il numero prefisso delli religiosi fine al presente giorno non vi è stata determinazione alcuna essendo stato il Convento quasi sempre in fabrica, vi sono però stati 7 religiosi se bene al presente riguardo della stessa fabrica vi sono in famiglia due Religiosi cioè P.F. Gioseppe Ficorella. dà Casa Priore e F. Gioseppe da Veroli converso se bene per l'avenire vi potranno stare dà sei Religiosi. Possede terreni lavorativi in quantità e misura di ( ) 16 e 1/6 che ragguagliandosi la rendita Prati in quantità e misura falce ( ? ) detratte le spese rendono................................................Scudi 12 Cerqueti oliveti e castagneti di misura (..) 49 rendono...........................................................Scudi 20 Frutti ai fichi, cerase, noci, pera mela rendono ....................................................................Scudi 39 Pecore 32, Porci 18, Vacche 17, Buoi 7, Cavalle 3 il tutto in socita rendono per parte ........Scudi 762 Donazioni di quattro oblati della medesima religione qualo in tutto
dopo la loro morte Stabili oltre li bestiami che importerà l'hanno..................................................................... Scudi 600 Allincontro Non ha messe perpetue ma è obbligato pregare Iddio per i benefattori. Ha spesa ordinaria di vitto, comprendendosi il grano, vino et altre cose raccolte nei beni del Monastero a ragione di scudi 25 per ciascuna bocca in tutto............................................... Scudi 50 Per vestiario al P. Priore scudi 12 al (... )....Scudi 4,80 in tutto ........................................Scudi 16,80 Annue contribuzioni alla Religione per occorre de Capitali un anno S. Pietro ....................Scudi 1,70 Vistici como occorre dei Capitoli ed altri bisogni della Religione.........................................Scudi 2 Spese in onore di visite de Superiori co alloggio anco di Foresteria
di religiosi Per la Sacrestia frà cere, ogli e sacra suppellettili un anno per laltro..................................... Scudi 6 Per la lavandara un anno per laltro.................................................................................. Scudi 1,50 Per spese straordinarie come biancarie letti ed altri mobili di casa, vasi, robbe di tavole et di cucina un anno per l'altro...................................................................................Scudi 16 E i infrascritti col (...) asseriamo d'aver fatto diligente inquisizione e ricognizione dello stato del Convento suddetto che tutte le cose di sopra espresse e ciascuna d'esse sono vere, et reali, et che non habiano tralasciato d'esprimere alcuna entrata, uscita o peso del Monastero medesimo sij pervenuto alla nostra notizia. Et in fede che abbiamo la parte di nostra propria mano e sigillo col solito sigillo scritto di 2 aprile 1650..." F. Giuseppe dà Casa Priore F. Andrea dà Veroli Dep. F. Giacomo Felippo Fiasco da Veroli Dep. |