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Questa pagina è curata da Roberto Zeppieri

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GIORNATA DELL'UNITA' NAZIONALE 

E DELLE FORZE ARMATE

4 NOVEMBRE 2011

 

Inaugurato il monumento dedicato ai "7 Martiri" ripani 

trucidati nel 1944 nella contrada "Vallicella" ad opera delle truppe naziste

 

 

Venerdì 4 Novembre il Comune di Ripi ha onorato i Caduti di tutte le Guerre con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti e l’inaugurazione di un monumento dedicato ai “7 Martiri” ripani trucidati nel 1944 nella contrada “Vallicella” ad opera delle truppe naziste.

Il Sindaco Giovanni Celli, Il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Roberto Zeppieri e tutta l’Amministrazione Comunale di Ripi ringraziano gli studenti ed insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Ripi, il Ten. Col. Orfeo Rossi del 72° Stormo Aeronautica Militare 72° Stormo
572° Gruppo S.L.O. di Frosinone, il Capitano Pietro DI MICCOLI, Comandante della Compagnia Carabinieri di Frosinone, il Comandante della stazione Carabinieri di Ripi M.llo Mario Quaresima, Tonino Zangrilli responsabile dell’associazione combattenti e tutte le altre associazioni di Ripi, la protezione civile di Ripi, la Polizia locale ed il parroco Don Sergio Reali  per la  partecipazione della mattinata celebrativa.

Con l’inaugurazione del monumento ai Sette Martiri, l’Amministrazione Comunale di Ripi ha voluto ricordare i sette concittadini vittime della violenza nazista durante la seconda guerra mondiale.
I sette martiri, furono fucilati in località Vallicella (Ripi), a sentire le testimonianze degli abitanti della zona, dopo la mitragliatrice furono sepolti nella Fossa di Vallicella, ancora in agonia: raccontano che padre e figlio furoro ritrovati abbracciati. Qualche  "antica Mamma" dice ancora con evidente dolore: "Giuvann' ì Dumen'c gl' r'truvann' abbracciat'".
I sette concittadini erano:
CERVINI ANTONIO di anni 60
CERVINI PIETRO di anni 28
IMPERIOLI GIOVANNI di anni 38 suo Figlio DOMENICO di anni 19 e suo fratello ARCANGELO di anni 24
RECINE ANGELO di anni 37
PASELLI ANGELO
di anni 42
Tutto iniziò dal fatto che un soldato tedesco si recò a casa di uno dei sette [...] per rubargli del bestiame, questi si ribellò a tale sopruso, anche perché le bestie allora volevano dire sopravvivenza. Il soldato, dapprima si allontanò, poi tornò con altri soldati. Furono presi, oltre a chi aveva osato ribellarsi, altri sei uomini delle case vicine.

I sette furono condotti in località Vallicella e costretti a scavare la fossa nella quale sarebbero stati poi gettati e fucilati. I familiari non seppero niente, tanto che per diverso tempo continuarono a cercarli: raccontano che fu grazie all'indizio fornito da un contadino che riuscirono a ritrovare i corpi senza vita dei loro cari. Il contadino aveva osservato l'eccidio ma in un primo tempo, probabilmente per timore di rappresaglie, non aveva osato parlare. Altri raccontano che fu un soldato austriaco a rivelare il luogo dell'eccidio.
A loro e a tutte le vittime, civili e non, di tutte le guerre va il nostro commosso ricordo.
I sette Martiri della libertà caddero la notte del 26 febbraio 1944

Roberto Zeppieri

 

 

 

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